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LUCA VITALI 1 giorno intero al 3° venice basket camp!

Foto principale della news LUCA VITALI 1 giorno intero al 3° venice basket camp! Luca Vitali al Venice Basket Camp

Scritto da Luca Ferrari



Cronaca di un incontro speciale alla palestra dell’ex-liceo Severi del Lido. Luca Vitali, playmaker della Virtus Roma e della Nazionale, ha trascorso la giornata di giovedì 24 giugno insieme ai giovani partecipanti del Venice Basket Camp. Vitali, classe '86 non è solo un’atleta. È un uomo che cerca di esportare valori, e aiutare con lo sport realtà meno fortunate. Divenuto testimonial di Orizzonti Sportivi, il progetto a favore dei bambini africani fondato dal direttore tecnico Stefano Bizzozi che ha già realizzato sei campi da basket in Camerun, Luca è pronto a raccontare il suo impegno anche alle giovani generazioni.



È (finalmente) una calda giornata di giugno. Accompagnato fuori dei campi del palestra dalla sempre gentile Claudia Esposito (segreteria organizzativa Venice Basket Camp), vengo fatto sedere in mezzo al verde. Sotto il fresco dell'ombra (e più tardi mi verrà pure offerta la merenda, come i bimbi...cosa che ho gradito assai). Sento il vociare dei piccoli atleti che si avvicinano sempre di più. Mi spiano pensando che sia io “la star” in arrivo.



Qualcuno rompe gli indugi e mi chiede chi sia. Il caso vuole che mi chiami come il campione della Virtus, e che lo stesso ragazzino a pormi la domanda, rientri pure lui nella grande famiglia dei “Luca”. La mia risposta non lascia dubbi: “Mi chiamo come Vitali, ma sono appena un po' più basso”. Sarebbero almeno venti centimetri. Smaltito. Dopo una legittima session di foto con i partecipanti del camp, inizio a scambiare quattro chiacchiere.



Luca Vitali, prima volta a Venezia? Si.



Quando hai conosciuto Orizzonti Sportivi? In nazionale. Quando Stefano Bizzozi era assistente, me ne parlò. Ne fui subito molto interessato, e decisi di contribuire.



Cosa ti ha colpito di questo progetto? L'idea di aiutare o rendermi utile per i bambini che sono meno fortunati, e poter così regalare loro un sorriso con un pallone. Quando ero piccolo ho avuto la fortuna di andare nelle favelas venezuelane, dove potei toccare con mano la difficile situazione di molti miei coetanei. L'idea di dare speranza per il futuro mi ha stimolato. Spero un giorno di poter andare di persona in Camerun.



Quanto il basket è impegnato (italiano e non) in progetti umanitari? Non molto. E anche se fosse, ha poca visibilità. Sono progetti che meriterebbero più attenzione. Certo se venissero campioni come Kobe Bryant a parlarne, probabile che riscuoterebbero molto più successo, ma resta il fatto che in Italia c'è poca attenzione per la pallacanestro. È un peccato perché a livello educativo ha un'influenza molto positiva sui bambini.



Tu eri in squadra con Marco Bellinelli, ora nell’NBA ai Toronto Raptors. Hai mai ricevuto richieste dal basket statunitense? Ti piacerebbe giocarci? Come esperienza di vita professionale, sicuramente ma visto il mio fisico non mi sento un tipo da NBA. Per quanto mi riguarda penso sia meglio giocare da protagonisti in Europa piuttosto che essere uno qualunque in America. Sono molto legato all'Italia. Al giorno d'oggi non ci sono più le vecchie bandiere.



È da quattro anni che Siena impone la sua legge in Serie A. Come vedi la tua prossima stagione con la Virtus Roma? Siena ha un passo in più a livello organizzativo e tecnico. Noi stiamo ricostruendo mantenendo un nucleo italiano, speriamo di seminare il giusto.



Cosa nei pensi dell'esperienza dei camp estivi per i ragazzi? Quando avevo 10 anni, per me era la settimana più bella. È un'ottima possibilità per i ragazzi di crescere in un ambiente con educazione e sport. Ti svegli allo stesso orario. Parti per l'allenamento, e poi l'attività. Regole sportive che ti formano. Ti confronti con i tuoi coetanei. Il basket non è uno sport maleducato. È uno sport di squadra che ha bisogno del supporto di tutti per arrivare ai risultati”.



Tanta allegria per i giovani protagonisti. Foto con Luca. Stampate, autografate e vendute. Il ricavato, tutto a Orizzonti Sportivi. In un recente incontro culturale tenutosi alla sede del Casinò di Ca' Vendramin, l'ex-Ministro degli Esteri, Massimo d'Alema, ha parlato che per una nuova Europa coraggiosa, c'è bisogno di una nuova generazione. Luca Vitali, con la sue genuina voglia di cambiare in meglio il mondo, e i giovanissimi sportivi che corrono su e giù, ne sono uno fresco esempio.












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